sabato 16 luglio 2011

ritorno al futuro


San Martino D’Agri. Basilicata. “Il problema più grande sono le strade”. Non per il fatto che non ce ne siano, ma proprio per il fatto che ce ne sono abbastanza. Sono state le strade a dare il via allo spopolamento. Come bucare un palloncino pieno d’acqua. Si scherza. Siamo seduti su un muretto nella pineta a chiacchierare. Ci siamo io, Nunzio, conosciuto alcune ore prima nel centro storico e gli amici dell’associazione: Davide, Mariangela e Toni, che è anche il presidente.
E i cani. Mamma trovatella e cucciolata. Si incontrano qui per non dar fastidio agli altri che si incontrano in piazzetta. Non tengono i cani al guinzaglio, li lasciano correre, ruzzolare, abbaiare e correre dietro alle volpi. Niente punkabbestia. Sono dei ragazzi svegli. Hanno tutti fatto esperienza fuori, in città. Toni e Mariangela sono anche laureati. Lei in psicologia e lui in scienze naturali. Hanno deciso di tornare al paese per stabilirsi. E per mettere su famiglia. Hanno studiato e vissuto a Roma, ma hanno scelto di tornare per far crescere questo piccolo paese. “Quando torni dopo che sei stato fuori per laurearti la gente pensa subito alla sconfitta” dice Mariangela, nessuno pensa che invece è una scommessa e si scommette per vincere non per perdere. Chiacchieriamo fino all’una di notte. Sono tante le cose da dire. Tante le ragioni per cui restare. La signora dell’affittacamere mi diceva che spesso i giovani di questi posti non vogliono far nulla. Qui, invece, ho dei giovani che la voglia di fare spruzza da tutti i pori. Hanno messo in piedi un’associazione di cui vanno fieri. Nel giro di un anno sono riusciti a portare al paese e nel Parco nazionale Appennino Lucano circa mille persone, tra scolaresche e universitari. “E’ che qui le persone non riescono a vedere quello che hanno”. I fiori, le piante, gli animali. C’è una ricchezza naturale in questi posti impressionante. E loro hanno deciso di prenderla come risorsa. L’associazione si chiama Nyctalus e hanno anche un sito internet www.nyctalus.it. Poi, sì, le difficoltà non mancano. A San Martino D’Agri ci sono tre bar, due piccoli alimentari, una macelleria, un ufficio postale e una pizzeria a due chilometri dal paese, una fontana rotta e detestata dai cittadini (come in ogni buon paese del sud), un paio di chiese. Il cinema è a 32 chilometri. L’ospedale è a 33. A Villa D’Agri. A San Martino D’Agri non c’è: un idraulico, un calzolaio, un falegname, un fruttivendolo (viene da fuori e annuncia in dialetto la merce che ha da vendere). Anche qui, scopro che è cosa comune iscrivere i nonni alle scuole per non far chiudere le classi. Anzi. Qui si va anche oltre. Gli anziani vengono anche bocciati all’occorrenza. E poi lo spopolamento. Quest’anno le persone morte in paese sono circa 8. Le nascite una soltanto. E la media non subirà variazioni per la fine del’anno. Toni e Mariangela si sposano il prossimo mese. Due mosche bianche. Laureati a Roma decidono di tornare e mettere su famiglia. Il giorno dopo la lunga chiacchierata li vado a trovare nella loro futura casa. Ci sono tutti. Pennello in mano e macchie di vernice sul volto e sui vestiti. Discutono sui colori delle pareti e sull’ “aranciò” del soggiorno che “forse è troppo forte!”. Facciamo una breve intervista e prima di salutarli scambio ancora qualche chiacchiera. “Il problema è che siamo invisibili” dice Mariangela. “Pensa, quando in tv fanno vedere le previsioni del tempo dicono: in Puglia soleggiato, in Campania nuvoloso, etc, etc.. e non dicono nulla sulla Basilicata”. La Basilicata è una cosa di mezzo. Di più. Che non fa notizia. Quando invece è una terra ricca di risorse e di persone coraggiose. (Nel video Toni, Mariangela e Davide.. e per un pelo non ci finiva pure Nunzio)

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